Calcolo del costo azienda di un dipendente: dalla RAL al netto in busta
Quanto costa davvero un dipendente all'azienda? Inserisci la retribuzione annua lorda (o il lordo mensile), scegli settore, dimensione dell'azienda, tipo di contratto e regione: il calcolatore somma contributi INPS a carico del datore, premio INAIL e accantonamento TFR, e in parallelo ricava lo stipendio netto del lavoratore con le aliquote IRPEF 2026, le detrazioni per lavoro dipendente, il taglio del cuneo fiscale e le addizionali regionale e comunale. Ogni voce è visibile, nessun numero è nascosto.
- Retribuzione lorda (RAL)
- 30.000 €
- Contributi INPS a carico dell'azienda 29,51%
- 8.853 €
- Premio INAIL 4‰
- 120 €
- Accantonamento TFR 6,91%
- 2.072 €
- Costo azienda totale
- 41.045 €
Lo stesso netto annuo su 13 mensilità fa 1.802 €, su 14 1.673 €.
- Retribuzione lorda (RAL)
- 30.000 €
- Contributi INPS a carico del lavoratore 9,19%
- − 2.757 €
- Imponibile fiscale
- 27.243 €
- IRPEF lorda
- 6.266 €
- 23% su 27.243 €
- 6.266 €
- Detrazione per lavoro dipendente
- − 2.044 €
- Ulteriore detrazione (cuneo fiscale)
- − 1.000 €
- IRPEF netta
- − 3.222 €
- Addizionale regionale (Lombardia)
- − 378 €
- Addizionale comunale 0,8%
- − 218 €
- Stipendio netto annuo
- 23.426 €
Il lavoratore riceve il 57% di quanto spende l'azienda. Tra RAL e netto il prelievo è del 22%: contributi INPS, IRPEF e addizionali al netto di detrazioni e bonus.
Metodo: costo azienda = RAL + contributi INPS a carico del datore (aliquota 2026 per settore e dimensione, +1,40% per il tempo determinato, 11,61% per l'apprendistato) + premio INAIL (tasso per mille indicato) + TFR (RAL diviso 13,5 meno lo 0,50% IVS) + altri costi. Netto = RAL meno contributi del lavoratore (9,19%, 9,49% dove è dovuta la CIGS, 5,84% apprendisti, più l'1% oltre 56.224 €), meno IRPEF 2026 al netto della detrazione per lavoro dipendente e dell'ulteriore detrazione del cuneo fiscale, meno addizionali regionale e comunale, più bonus cuneo e trattamento integrativo quando spettano. Anno intero, nessun carico di famiglia, nessun altro reddito, nessuna esenzione comunale. Nulla di quanto inserisci viene salvato. Questa pagina non sostituisce il consulente del lavoro.
Il costo di un dipendente in Italia in sei numeri
- Circa 1,37 volte la RAL Il costo azienda tipico di un contratto a tempo indeterminato: contributi INPS intorno al 29-31%, INAIL e TFR al 6,91%. La regola spannometrica del 40% in più non è lontana dal vero.
- 23,81% La quota IVS (pensione) a carico dell'azienda, il blocco più grande dei contributi. Si aggiungono NASpI, CUAF, malattia, maternità, FIS o CIG e il Fondo di garanzia TFR.
- 9,19% I contributi a carico del lavoratore, trattenuti in busta prima delle imposte. Diventano 9,49% nelle aziende soggette a CIGS, 5,84% per gli apprendisti.
- 23%, 33%, 43% Le aliquote IRPEF 2026: la Legge di Bilancio 2026 ha portato il secondo scaglione (28.001-50.000 €) dal 35% al 33%, fino a 440 € di risparmio l'anno.
- 6,91% Il TFR che l'azienda accantona ogni anno: la retribuzione divisa per 13,5, meno lo 0,50% già versato all'INPS. Su 30.000 € di RAL sono 2.072 €.
- 13 o 14 mensilità La tredicesima spetta a tutti; la quattordicesima la prevedono i CCNL del commercio, del turismo, della logistica e dei pubblici esercizi. Il netto mensile cambia, quello annuo no.
Come si calcola il costo azienda di un dipendente
La RAL che si negozia in fase di assunzione è solo la base. Il datore di lavoro aggiunge tre voci che il dipendente non vede in busta paga: i contributi previdenziali a proprio carico, l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e il trattamento di fine rapporto. Il calcolatore qui sopra le somma; ecco cosa fa.
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Parti dalla retribuzione annua lorda
La RAL comprende tutte le mensilità (13 o 14 secondo il CCNL), i superminimi e gli elementi fissi della retribuzione. Se conosci solo il lordo mensile, moltiplicalo per le mensilità del contratto. I minimi tabellari del CCNL fissano la soglia sotto la quale non si può scendere.
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Aggiungi i contributi INPS a carico dell'azienda
Tra il 28,5% e il 31,6% della RAL a seconda di settore e dimensione: IVS 23,81%, NASpI 1,31% più 0,30% per i fondi interprofessionali, Fondo di garanzia TFR 0,20%, CUAF 0,68%, malattia e maternità, FIS (0,50% fino a 5 dipendenti, 0,80% oltre) oppure CIGO nell'industria (1,70% o 2,00%), più la CIGS (0,90%) sopra i 15 dipendenti nell'industria e i 50 nel commercio. Il tempo determinato paga un ulteriore 1,40%.
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Aggiungi il premio INAIL
L'assicurazione contro infortuni e malattie professionali costa un tasso per mille sulla retribuzione, stabilito dalla voce di tariffa della lavorazione: intorno al 4 per mille per il lavoro d'ufficio, 10-12 per negozi e ristorazione, 15-30 per la manifattura, oltre 40 per l'edilizia. Dal 2026 le aziende senza infortuni ottengono una riduzione automatica del 13%.
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Accantona il TFR
Ogni anno matura una quota di trattamento di fine rapporto pari alla retribuzione divisa per 13,5, meno il contributo IVS dello 0,50%: il 6,91% della RAL. Che resti in azienda o vada a un fondo pensione, è un costo dell'anno, anche se si paga alla fine del rapporto. Non si versano contributi sul TFR.
costo azienda = RAL + INPS datore (29-31%) + INAIL (tasso ‰) + TFR (6,91%) + altri costi
Esempio: RAL 30.000 € nel commercio, azienda con 6-15 dipendenti, tempo indeterminato, lavoro d'ufficio. Contributi INPS 29,51% = 8.853 €, INAIL 4 per mille = 120 €, TFR 2.072 €. Costo azienda 41.045 €, cioè 3.420 € al mese e 1,37 volte la RAL. Cambia settore o dimensione qui sopra e ogni voce si aggiorna.
Aliquote INPS a carico dell'azienda per settore e dimensione (2026)
Le aliquote che il calcolatore applica al tempo indeterminato. Sono la somma delle singole voci dell'allegato tecnico INPS per operai e impiegati del settore privato; nei casi segnati l'azienda rientra nella CIGS e il lavoratore paga lo 0,30% in più (9,49% invece di 9,19%).
| Settore | Fino a 5 | Da 6 a 15 | Da 16 a 50 | Oltre 50 |
|---|---|---|---|---|
| Commercio e terziario | 29,31% | 29,51% | 29,51% | 30,11% con CIGS |
| Industria, impiegati | 28,46% | 28,46% | 29,06% con CIGS | 29,36% con CIGS |
| Industria, operai | 30,68% | 30,68% | 31,28% con CIGS | 31,58% con CIGS |
Dirigenti, artigianato, agricoltura, studi professionali e cooperative hanno aliquote proprie; i CCNL possono aggiungere piccoli contributi a enti bilaterali e fondi sanitari (nel commercio: Fondo Est 13 € al mese, EBINTER 0,10%), da inserire negli altri costi. Il tempo determinato aggiunge l'1,40% di contributo addizionale NASpI.
Tabella costo azienda e stipendio netto 2026 per RAL
La stessa aritmetica del calcolatore applicata alle RAL più comuni: tempo indeterminato, azienda da 6 a 15 dipendenti, tasso INAIL tipico del settore, 14 mensilità, residenza in Lombardia con addizionale comunale dello 0,8%. Il netto annuo è quello del commercio e terziario; nell'industria con più di 15 dipendenti è di poco inferiore per lo 0,30% di CIGS.
| RAL | Commercio e terziario | Industria, impiegati | Industria, operai | Netto annuo |
|---|---|---|---|---|
| 15.000 € | 20.523 € | 20.365 € | 20.863 € | 14.089 € |
| 20.000 € | 27.363 € | 27.153 € | 27.817 € | 17.287 € |
| 25.000 € | 34.204 € | 33.942 € | 34.772 € | 20.388 € |
| 30.000 € | 41.045 € | 40.730 € | 41.726 € | 23.426 € |
| 35.000 € | 47.886 € | 47.519 € | 48.681 € | 26.032 € |
| 40.000 € | 54.727 € | 54.307 € | 55.635 € | 27.960 € |
| 50.000 € | 68.409 € | 67.884 € | 69.544 € | 32.568 € |
| 60.000 € | 82.090 € | 81.460 € | 83.452 € | 37.555 € |
| 80.000 € | 109.454 € | 108.614 € | 111.270 € | 47.339 € |
| 100.000 € | 136.817 € | 135.767 € | 139.087 € | 57.122 € |
Valori calcolati dal modello di questa pagina con le aliquote 2026, arrotondati all'euro. Fino a 20.000 € di imponibile il netto include il bonus cuneo fiscale esente e, fino a 15.000 €, il trattamento integrativo di 1.200 €: per questo le RAL basse hanno un prelievo molto ridotto.
Come si calcola lo stipendio netto dalla RAL
Dalla stessa RAL il lavoratore vede un'altra cifra: quella che resta dopo i contributi a suo carico e le imposte. Il calcolatore percorre i cinque passaggi di una busta paga annuale.
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Togli i contributi INPS del lavoratore
Il 9,19% della retribuzione (9,49% nelle aziende con CIGS, 5,84% per gli apprendisti), più l'1% sulla parte che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile, 56.224 € nel 2026. Il risultato è l'imponibile fiscale, la base su cui si calcolano IRPEF e addizionali.
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Applica l'IRPEF per scaglioni
Il 23% fino a 28.000 €, il 33% da 28.001 a 50.000 € (era il 35% fino al 2025), il 43% oltre. Ogni aliquota colpisce solo la parte di reddito che cade nel suo scaglione: su 27.243 € di imponibile l'IRPEF lorda è 6.266 €.
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Sottrai la detrazione per lavoro dipendente
1.955 € fino a 15.000 € di reddito, poi decrescente: 1.910 € più 1.190 € per la quota (28.000 meno reddito) su 13.000 tra 15.001 e 28.000 €; 1.910 € per la quota (50.000 meno reddito) su 22.000 tra 28.001 e 50.000 €; nulla oltre. Tra 25.001 e 35.000 € si aggiungono 65 €.
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Applica il taglio del cuneo fiscale
Reso strutturale dalla Legge di Bilancio 2025: fino a 20.000 € di reddito una somma esente del 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro (a seconda della fascia); da 20.001 a 32.000 € un'ulteriore detrazione di 1.000 €, che scende linearmente fino ad azzerarsi a 40.000 €. Fino a 15.000 € si aggiunge il trattamento integrativo di 1.200 € se l'IRPEF lorda supera la detrazione per lavoro dipendente meno 75 €.
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Aggiungi le addizionali regionale e comunale
Si calcolano sullo stesso imponibile, con le aliquote della regione e del comune di residenza, e sono dovute solo se resta IRPEF da pagare dopo le detrazioni. Quel che rimane è il netto annuo; diviso per 13 o 14 mensilità dà il netto in busta, con la semplificazione che tredicesima e quattordicesima sono tassate senza detrazioni e risultano quindi un po' più leggere dei mesi ordinari.
Scaglioni IRPEF 2026
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 comma 3) ha ridotto di due punti l'aliquota del secondo scaglione. Il risparmio massimo, per chi ha almeno 50.000 € di imponibile, è di 440 € l'anno; sopra i 200.000 € di reddito viene neutralizzato con un taglio di pari importo alle detrazioni al 19%.
| Reddito imponibile | 2025 | 2026 | Imposta cumulata a fine scaglione |
|---|---|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% | 23% | 6.440 € a 28.000 € |
| Da 28.001 a 50.000 € | 35% | 33% | 13.700 € a 50.000 € (erano 14.140 €) |
| Oltre 50.000 € | 43% | 43% | 13.700 € più il 43% dell'eccedenza |
Detrazioni e bonus che riducono il prelievo
Tre misure, tutte automatiche in busta paga, spiegano perché il netto di una RAL bassa o media è più alto di quanto farebbero pensare le sole aliquote. Il calcolatore le applica con le soglie 2026, per un anno intero di lavoro.
| Misura | A chi spetta | Quanto vale |
|---|---|---|
| Detrazione per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) | Tutti i lavoratori dipendenti con reddito fino a 50.000 € | 1.955 € fino a 15.000 €, poi decrescente fino a zero a 50.000 €; +65 € tra 25.001 e 35.000 € |
| Bonus cuneo fiscale (somma esente) | Reddito complessivo fino a 20.000 € | 7,1% del reddito di lavoro fino a 8.500 €, 5,3% fino a 15.000 €, 4,8% fino a 20.000 €; non concorre al reddito |
| Ulteriore detrazione (cuneo fiscale) | Reddito complessivo da 20.001 a 40.000 € | 1.000 € fino a 32.000 €, poi 1.000 × (40.000 − reddito) / 8.000 |
| Trattamento integrativo | Reddito fino a 15.000 € con IRPEF lorda superiore alla detrazione per lavoro dipendente meno 75 € | 1.200 € l'anno (100 € al mese) |
Addizionale regionale IRPEF 2026, regione per regione
L'aliquota base è l'1,23%; le regioni possono alzarla fino al 3,33% (3,63% in piano di rientro sanitario) e articolarla sugli scaglioni nazionali. La colonna di destra mostra quanto paga nel 2026 un lavoratore con 27.243 € di imponibile (RAL 30.000 €) in ciascuna regione: da zero a oltre 600 € l'anno, la differenza più grande tra due buste paga identiche.
| Regione | Aliquote 2026 | Su 27.243 € |
|---|---|---|
| Abruzzo | 1,67% fino a 28.000 €, 2,87% fino a 50.000 €, 3,33% oltre | 455 € |
| Basilicata | 1,23% su tutto il reddito | 335 € |
| Bolzano (provincia autonoma) | 1,23% fino a 50.000 €, 1,73% oltreBase ridotta di 430,50 € fino a 90.000 € di reddito. | 330 € |
| Calabria | 1,73% su tutto il reddito | 471 € |
| Campania | 1,73% fino a 15.000 €, 2,96% fino a 28.000 €, 3,2% fino a 50.000 €, 3,33% oltre | 622 € |
| Emilia-Romagna | 1,33% fino a 15.000 €, 1,93% fino a 28.000 €, 2,78% fino a 50.000 €, 3,33% oltre | 436 € |
| Friuli-Venezia Giulia | 0,7% fino a 15.000 €, 1,23% oltre | 256 € |
| Lazio | 1,73% fino a 15.000 €, 3,33% oltreFino a 28.000 € di reddito si applica il 1,73% sull'intero importo. | 471 € |
| Liguria | 1,23% fino a 28.000 €, 3,18% fino a 50.000 €, 3,23% oltre | 335 € |
| Lombardia | 1,23% fino a 15.000 €, 1,58% fino a 28.000 €, 1,72% fino a 50.000 €, 1,73% oltre | 378 € |
| Marche | 1,23% fino a 15.000 €, 1,53% fino a 28.000 €, 1,7% fino a 50.000 €, 1,73% oltre | 372 € |
| Molise | 2,03% fino a 15.000 €, 2,23% fino a 28.000 €, 3,63% oltre | 578 € |
| Piemonte | 1,62% fino a 15.000 €, 2,68% fino a 28.000 €, 3,31% fino a 50.000 €, 3,33% oltre | 571 € |
| Puglia | 1,33% fino a 15.000 €, 2,13% fino a 28.000 €, 3,23% fino a 50.000 €, 3,33% oltre | 460 € |
| Sardegna | 1,23% su tutto il reddito | 335 € |
| Sicilia | 1,23% su tutto il reddito | 335 € |
| Toscana | 1,42% fino a 15.000 €, 1,43% fino a 28.000 €, 3,32% fino a 50.000 €, 3,33% oltre | 388 € |
| Trento (provincia autonoma) | 1,23% fino a 50.000 €, 1,73% oltreEsente fino a 30.000 € di reddito. | 0 € |
| Umbria | 1,73% fino a 15.000 €, 3,02% fino a 28.000 €, 3,12% fino a 50.000 €, 3,33% oltreFino a 28.000 € di reddito si applica il 1,23% sull'intero importo. | 335 € |
| Valle d'Aosta | 1,23% su tutto il redditoEsente fino a 15.000 € di reddito. | 335 € |
| Veneto | 1,23% su tutto il reddito | 335 € |
Fonte: aliquote pubblicate dal Dipartimento delle Finanze e dalle leggi regionali per il 2026, aggiornate a ottobre 2026 (Puglia e Molise hanno alzato le aliquote a metà anno con decreti commissariali). Alcune regioni prevedono detrazioni per figli a carico o per disabilità, non considerate. L'addizionale comunale (massimo 0,8%, 0,9% a Roma) può avere una soglia di esenzione: Milano fino a 23.000 €, Roma fino a 14.000 €.
Tempo determinato, apprendistato e il resto del costo
Il tipo di contratto cambia i contributi, non la RAL. Il calcolatore gestisce i tre casi più comuni; ecco cosa succede alle cifre.
| Caso | Effetto sul calcolo | Esempio su RAL 30.000 € |
|---|---|---|
| Tempo determinato | Contributo addizionale NASpI dell'1,40% a carico dell'azienda (più 0,50% a ogni rinnovo), restituito se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato. Il netto del lavoratore non cambia. | +420 € l'anno di costo azienda rispetto all'indeterminato. |
| Apprendistato | Contributi ridotti: 11,61% a carico dell'azienda (10% più NASpI) e 5,84% a carico dell'apprendista; nelle aziende fino a 9 dipendenti scendono al 3,11% il primo anno e al 4,61% il secondo. L'aliquota ridotta resta per 12 mesi dopo la qualifica. | Costo azienda circa 35.700 € invece di 41.000 €; il netto dell'apprendista sale perché paga meno contributi. |
| Part time | Tutto in proporzione: RAL, contributi e TFR seguono la percentuale di orario. Inserisci la RAL effettiva del part time e il calcolo è corretto; le soglie delle detrazioni restano quelle annue. | Un part time al 50% su una RAL piena di 30.000 € si calcola come RAL 15.000 €. |
| Mensilità aggiuntive e superminimi | Fanno parte della RAL e seguono le stesse aliquote. Buoni pasto (esenti fino a 10 € al giorno se elettronici), welfare e fringe benefit entro i limiti di esenzione non pagano contributi: vanno negli altri costi. | Buoni pasto da 8 € per 220 giorni: 1.760 € di costo in più, senza contributi. |
Le agevolazioni 2026 per chi assume
Il decreto Primo maggio 2026 (DL 62/2026) ha riscritto gli esoneri contributivi: per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35 mai assunti stabilmente l'azienda non paga i propri contributi INPS per 24 mesi, fino a 500 € al mese (650 € nelle regioni del Mezzogiorno); per le donne svantaggiate l'esonero è totale fino a 650 € al mese, 800 € nelle ZES; per gli over 35 assunti nelle ZES del Mezzogiorno da aziende fino a 10 dipendenti fino a 650 € al mese. Restano esclusi i premi INAIL e la quota del lavoratore. Il calcolatore mostra il costo pieno: sottrai l'esonero mensile che ti spetta, e ricorda che richiede il DURC regolare e il rispetto dei limiti de minimis. Verifica sempre con il consulente del lavoro.
Le ferie sono dentro il costo
Un dipendente a tempo pieno lavora circa 260 giorni l'anno, ma ne viene pagato 365: le quattro settimane di ferie minime di legge (D.Lgs. 66/2003), le festività e i permessi retribuiti del CCNL (ROL ed ex festività) sono retribuiti come i giorni di lavoro. Su un costo azienda di 41.000 € una giornata vale circa 158 € e 26 giorni di ferie oltre 4.000 €; le ferie non godute si trasformano in debito verso il lavoratore e vanno a bilancio. Per questo tenere il conto preciso di ferie e permessi di ciascuno non è burocrazia ma gestione del costo del personale: è il mestiere di Bueggio HR.
Domande frequenti
Quanto costa un dipendente all'azienda rispetto alla RAL?
Nel 2026 circa 1,37 volte la RAL per un tempo indeterminato: contributi INPS a carico del datore tra il 28,5% e il 31,6% a seconda di settore e dimensione, premio INAIL da pochi per mille a qualche punto percentuale secondo il rischio, TFR al 6,91%. Su 30.000 € di RAL il costo azienda è intorno a 41.000 €, su 50.000 € supera i 68.000 €. Il tempo determinato aggiunge l'1,40%, l'apprendistato scende sotto 1,2 volte la RAL.
Come si calcola il costo azienda da una RAL di 30.000 €?
RAL 30.000 € più contributi INPS a carico dell'azienda (29,51% nel commercio con 6-15 dipendenti, 8.853 €), più INAIL (4 per mille per un ufficio, 120 €), più TFR (30.000 diviso 13,5 meno lo 0,50%, 2.072 €): 41.045 € l'anno, 3.420 € al mese. Nell'industria il totale cambia di qualche centinaio di euro per le diverse aliquote di malattia e cassa integrazione.
Quanto resta in busta paga con una RAL di 30.000 € nel 2026?
Circa 23.426 € netti l'anno: 1.673 € al mese su 14 mensilità, 1.802 € su 13. Il percorso: contributi 9,19% (2.757 €), imponibile 27.243 €, IRPEF lorda 6.266 €, detrazione per lavoro dipendente 2.044 € e ulteriore detrazione di 1.000 €, IRPEF netta 3.222 €, addizionale regionale (Lombardia) 378 € e comunale 0,8% 218 €. In regioni con aliquote più alte, come Lazio o Piemonte, il netto scende di 200-300 €.
Cosa è cambiato con l'IRPEF 2026?
La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto l'aliquota del secondo scaglione (28.001-50.000 €) dal 35% al 33%: il vantaggio cresce con il reddito fino a 440 € l'anno a 50.000 € e resta tale sopra. Scaglioni, detrazione per lavoro dipendente, bonus cuneo fino a 20.000 €, ulteriore detrazione fino a 40.000 € e trattamento integrativo sono invariati. Sopra i 200.000 € di reddito il beneficio è neutralizzato da un taglio di 440 € alle detrazioni al 19%.
Il TFR va contato nel costo azienda?
Sì. Il trattamento di fine rapporto matura ogni anno (retribuzione divisa per 13,5, meno lo 0,50% IVS: il 6,91% della RAL) ed è un costo dell'esercizio, anche se viene liquidato alla fine del rapporto o versato a un fondo pensione. Non si pagano contributi sul TFR; va rivalutato ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione, e nelle aziende con almeno 60 addetti dal 2026 il TFR non destinato ai fondi va al Fondo di Tesoreria INPS.
Perché il netto mensile cambia tra 13 e 14 mensilità se la RAL è la stessa?
Perché il netto annuo è lo stesso ma si divide per un numero diverso di mensilità: 23.426 € fanno 1.802 € su 13 e 1.673 € su 14. La quattordicesima non è un regalo: è parte della RAL spalmata su un mese in più, prevista dai CCNL del commercio, del turismo e di altri settori. Tredicesima e quattordicesima sono tassate senza le detrazioni mensili, quindi risultano un po' più leggere dei mesi ordinari, che in compenso pesano di più.
Quanto incidono le addizionali regionale e comunale?
Tra zero e il 4% circa dell'imponibile. Su 27.243 € (RAL 30.000 €) la regionale va dai 335 € del Veneto ai 540 € del Lazio e oltre 600 € in Piemonte o Campania, con Trento a zero sotto i 30.000 €; la comunale arriva allo 0,8% (218 €), 0,9% a Roma, e alcuni comuni esentano i redditi bassi. Si pagano solo se dopo le detrazioni resta IRPEF da versare, in acconto (30%) da marzo e a saldo l'anno dopo.
Il calcolatore tiene conto di esoneri, figli a carico e altri redditi?
No, per scelta: mostra il costo pieno e il netto di un lavoratore senza carichi di famiglia né altri redditi, per un anno intero. Gli esoneri 2026 (under 35, donne, ZES) si sottraggono dal costo come importo mensile fisso; la detrazione per figli a carico spetta solo dai 21 anni (per i minori c'è l'assegno unico); periodi parziali riducono in proporzione detrazioni e bonus. Per la busta paga vera serve il consulente del lavoro.
Per approfondire
Fonti: Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Bilancio 2026, aliquote IRPEF e art. 16-ter TUIR), Legge 207/2024 (cuneo fiscale strutturale) e circolare Agenzia delle Entrate 4/E del 16 maggio 2025, art. 13 TUIR, DL 3/2020 (trattamento integrativo), INPS circolare 6/2026 (minimali e massimali 2026) e allegato tecnico sulle aliquote contributive del settore privato, L. 92/2012 art. 2 c. 28 (contributo addizionale tempo determinato), INAIL circolare 3/2026 (oscillazione tassi 2026), L. 297/1982 (TFR), DL 62/2026 (esoneri 2026), Dipartimento delle Finanze e leggi regionali per le addizionali 2026. Le norme fiscali e contributive cambiano ogni anno: verifica le fonti vigenti e il tuo CCNL prima di usare qualsiasi cifra in un contratto o in un bilancio.
Il costo lo conosci. Le assenze le gestisci?
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